Lo yoga è un processo carsico, agisce sulle fondamenta, nelle profondità. All’inizio non siamo coscienti di quello che avviene quando cominciamo a praticarlo, non abbiamo familiarità con i movimenti profondi, totali; poi un giorno tutto quello che sosteneva la nostra vecchia idea del mondo, della nostra persona, degli altri, improvvisamente collassa su se stesso perché le fondamenta sono state erose. Allora si sperimmenta la caduta, la perdita, la resa. Tutto quello su cui le nostre idee si fondavano non c’è più, non abbiamo più appoggio su cui fondare un’idea, una visione, una nuova illusione della realtà: ora siamo soltanto noi e la realtà evidente dei fatti, dei fenomeni, siamo innocenti davanti alla realtà delle cose. Non abbiamo più protezione, siamo vulnerabili davanti ai fatti, alle vicende della nostra esistenza e questo è vivere, integrando tutte le parti di noi, questo è yoga.
Allora yoga è la cessazione delle modificazione della mente. Uno stato che sono sicuro hai già sperimentato altre volte, ma senza esserne completamente cosciente. Accade tutte le volte che rimani insieme a quello che stai facendo, sentendo come lo stai facendo, accettando le sensazioni che sperimenti a contatto con la realtà materiale. Fai yoga quando respiri consapevolmente, quando qualcuno ha bisogno d’aiuto e tu ti rendi disponibile, quando sostieni, nutri e metti in pratica l’ascolto e l’accoglienza.
Yoga è sentire il mondo come lo sente un essere minerale, un essere vegetale, un essere animale, un essere umano. Divenire consapevoli di essere tutti i punti di vista e nessuno in particolare. Allora yoga è riconoscenza, accoglienza, autodisciplina, responsabilità, fede, dedizione, abbandono. Yoga è il viaggio che ti riporta al luogo dal quale provieni.
Per comprendere pienamente il significato della pratica dello yoga è necessario entrare in una prospettiva mentale nuova. Iniziare a praticare lo yoga significa, in primo luogo, maturare una necessità di comprendere la complessità infinita della natura manifesta, da una prospettiva diversa e sempre nuova. L’unione (yoga), di cui tanto si parla, significa fondare la nostra percezione coscienziale non più soltanto sulla realtà parziale ed utilitaristica dei sensi, ma molto più accuratamente sulla realtà così com’è senza interpretazioni, senza condizionamenti o preconcetti (le sovrastrutture di origine mentale), allora questo diventa integrazione. Le otto membra dello yoga rappresentano una trasformazione esistenziale completa e profonda. Una metànoia come la definirono i greci.
Da questo punto di vista la pratica in gruppo dello yoga è un’attività che va molto al di là della semplice attività fisica rivolta al benessere di corpo e mente. Si tratta, in vero, di una pratica totale e radicale, sacra; così antica da essere riconosciuta dalla nostra psiche come un archetipo. Portare la pratica dello yoga nella nostra vita significa dunque riacquisire uno spazio sacro d’ascolto e comprensione, all’interno del quale, quotidianamente, possiamo rendere luce alla nostra natura primordiale, libera, giocosa e sempre in movimento di esseri umani.
